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sexta-feira, março 13

Master in Architettura del Paesaggio


A ACMA continua a oferecer bonos cursos de formação!

Il Master in Architettura del Paesaggio e i Corsi di Formazione Continua organizzati a Milano da ACMA e UPC, svolti a partire dal 1983 a Barcellona dall'Universitat Politécnica de Catalunya, sono tra i più riconosciuti e autorevoli programmi formativi europei del settore. Il titolo è riconosciuto dalla EFLA. La finalità del master di secondo livello (1500 ore di cui 750 frontali) consiste nel raggiungere la formazione standard europea per architetti del paesaggio secondo i parametri indicati dall'associazione al fine di omologare e certificare le attività professionali del settore nell'ambito UE. La frequenza dei singoli moduli (workshop di progettazione, seminari teorici, viaggi, incontri, itinerari, ecc.) comporta il rilascio di diplomi post-laurea della UPC di Barcellona, spendibili anche all’interno del percorso del master.

Nuovi usi per antichi territori
Laboratorio di progettazioneMilano, maggio-luglio 2009
I bordi della periferia di Milano e le propaggini dei comuni contermini rappresentano zone ricche di conflitti dovuti alla contestuale presenza di aree protette e antiche strutture rurali, di giardini storici e parchi urbani, di rilevanti infrastrutture, di quartieri residenziali e di recenti insediamenti terziari. Tali territori, investiti oggi da nuovi fenomeni sociali (flussi migratori, invecchiamento della popolazione, turismo rurale) che innescano problematiche, ambientali, urbanistiche e infrastrutturali, si offrono disponibili a nuove funzionalità che devono tenere conto della valorizzazione e del rispetto della cultura e del paesaggio locale.

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Henri Bava - Lisa Diedrich. Fieldwork-Fieldwalk. TerritoriesWorkshop di progettazioneMilano, 6-10 maggio 2009
L'azione progettuale dell’architettura del paesaggio in Europa interviene con sempre maggiore frequenza nei territori in cui la presenza umana ha trasformato nei secoli l’assetto originario adeguandolo alle esigenze produttive dettate dallo sfruttamento agricolo. Qui l’architetto opera nel paesaggio culturale e non in quello naturale. Ma il valore della campagna come depositaria della storia della cultura produttiva locale si è legata al destino dell’agricoltura europea, fragile e sempre più disponibile a imprevedibili quanto repentini riassestamenti formali e strutturali di fronte alle variazioni continue delle leggi del mercato globale. Nella scala dei valori della società contemporanea quello assegnato alla fruizione della campagna a fini di svago e di tempo libero ha superato quello strettamente produttivo. Il consumo del territorio come fatto culturale induce l’architetto europeo ad un approccio sensibile e attento a comprendere la logica della struttura del paesaggio per operare quelle scelte di permanenza e di trasformazione di tutte le azioni in grado di modificarne l’evoluzione.
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Nell’ultimo quarto di secolo il salto tecnologico verificatosi nella strumentazione di rilevamento, dall’impiego del satellite all’elaborazione digitale dei dati, ha permesso di reperire una tale quantità di informazioni sul territorio da poter avviare indagini quantitative e qualitative sull’ambiente senza precedenti. Ma la rappresentazione oggettiva di tali dati, per quanto precisa, non permette di restituire l’intera realtà, la permanenza dei fenomeni nelle dinamiche sociali, la stratificazione storica dei segni che connotano il paesaggio. A torto o a ragione si è ritenuto che uno strumento anacronistico come la fotografia permettesse la lettura e l’interpretazione di tali segni, l’organizzazione di uno sguardo consapevole sulla realtà, costituendo un potente mezzo della sua trasformazione grazie alla possibilità di agire in modo diretto sulla cultura del progetto. Liberata dall’esigenza di restituire una presunta oggettività, la tecnica fotografica si è perfezionata ed arricchita di nuove esperienze e metodologie; aderente al sistema dell’immagine e dei mass media, è in grado di contribuire alla costruzione estetica del paesaggio contemporaneo.
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Lione. La riforma dello spazio pubblicoViaggio culturaleLione, 29 maggio - 2 giugno 2009
La strategia di pianificazione urbanistica adottata negli ultimi decenni a Lione ha condotto, accanto alla realizzazione di rilevanti progetti di architettura, alla riqualificazione di numerosi spazi pubblici, piazze e parchi. Dai grandi interventi di Renzo Piano, Santiago Calatrava e Jean Nouvel, ai progetti urbani e paesaggistici quali il Parc de Gerland di Michel Corajoud, le rive del fiume Rodano e la Place des Célestins di Christine Dalnoky e Michel Desvigne. L’itinerario comprende la visita lungo il percorso ad alcune opere di Le Corbusier: il Convento del la Tourette a Eveux-Sur-Arbresle, l’Unité d’Habitation e gli altri edifici a Firminy.

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Joao Nunes - Joao Gomes da Silva. Progettare in ambito fluvialeWorkshop di progettazioneMilano, 1-5 luglio 2009
Nella modernità la presenza dei corsi d’acqua ha cessato di essere un problema per gli insediamenti umani divenendo invece una opportunità per la pianificazione di parchi e giardini spesso legati alla presenza di attrezzature per lo sport e il tempo libero. Ma l’esigenza di corrispondere ai modelli di spazi pubblici derivati dai principi omologanti di igiene e salubrità ha portato spesso ad ignorare la vera natura del suolo, a regimentare il sistema idrogeologico, a urbanizzare e artificializzare i bordi ripariali fino ad alterare i delicati equilibri ecologici esistenti. Perfino le zone produttive sorte a partire dalla prima epoca dell’industrializzazione a ridosso dei principali corsi fluviali ne hanno alterato profondamente lo stato originario. Solo recentemente si è raggiunta la consapevolezza che proprio le diversità biologiche presenti grazie all’affiorare in superficie dell’acqua risultano una ricchezza dell’habitat, un valore aggiunto del luogo da difendere e da promuovere. Ampio si presenta oggigiorno il ventaglio delle tecniche e delle metodologie messe a disposizione dalle scienze e dall’ingegneria ambientale per il ripristino del sistema naturalistico degli ambiti fluviali.

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Lily Allen

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Que as ragas tragam ao dia o que a noite lhe roubou

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Bom Domingo

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oiça a Buika ... oiça bem

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e oiça também a Lila Downs

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i want you, but i don´t need you ...

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